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Il Progetto

L’espressione “Tra i due soli” è la traduzione letterale di Bein HaShmashot, che in ebraico indica quel momento della giornata tra sole e luna, non più pomeriggio ma neppure notte: un crepuscolo misterioso, in cui le cose più insolite possono accadere. Un nome che, al di là della suggestione onirica, ricorda l’orario in cui ha luogo la rappresentazione teatrale. Secondo la tradizione ebraica, è proprio in quell’ora che hanno luogo le creazioni più straordinarie.

La domanda legittima che molte persone ci fanno è -Un teatro ebraico a Milano. Perché?-

Perché teatro significa luogo di incontro e rimescolamento, perché Milano è città di scambi e commerci, perché la cultura ebraica è da sempre viaggio e confronto, lingue che si mischiano, suoni, odori, sapori e sogni che si mescolano e creano qualcosa di nuovo.

Da anni lavoriamo sulla e nella cultura ebraica, e ciononostante – o forse proprio per questo – ancora ci sfugge una precisa descrizione di che cosa sia, questa “ebraicità”. Quale modo migliore, allora, di indagare e domandare che nel vivo della carne di un teatro, in uno spazio in cui vivano i corpi e le idee, i sogni e la realtà, le luci e il buio? Portiamo in scena una domanda e le risposte che ci hanno preceduto: tutte feconde, nessuna unica o definitiva.

Milano, il teatro, la cultura ebraica: abbiamo preso tre cose che amiamo e le facciamo incontrare e dialogare, ogni giorno, ogni sera, di nuovo, con voi, per voi.